Orizzonti Infranti

La creazione di queste opere avviene in territorio marchigiano in concomitanza con il workshop “Il colore delle emozioni (scambio Cina-Italia), interamente dedicato al variegato e poetico paesaggio di Belvedere Ostrense e delle zone limitrofe.

In questo progetto la ricerca verte interamente sul segno, preciso e disinvolto, realizzato con la punta da incisione sopra un particolare tipo di pelle proveniente dall’Argentina. Le piccole opere sono state realizzate con la funzione di studi preparatori in vista della realizzazione di una tela di centimetri 50 per 70 (“Voglio andare solo verso ciò che chiamo casa”), sperimentando nuove spazialità e nuove interpretazioni grafiche del paesaggio marchigiano.

Il titolo “Orizzonti Infranti” si riferisce alla volontà dell’artista di abolire la classica linea di orizzonte rappresentativa del paesaggio, per creare nuovi spazi in cui cielo e terra si confondono, in un felice gioco di sinuose linee, precisi tratteggi, e punti. Con questo titolo l’artista approda ad uno sguardo più analitico e consapevole rispetto alla sua ricerca estetica, sintetizzando non solo l’intento di questo particolare progetto, ma anche la ricerca artistica dei suoi precedenti progetti quali, per esempio, “Percorsi dell’Essere Multiforme”.

L’artista predilige le piccole dimensioni, guardando alle miniature occidentali e orientali del 1400, 1500 e 1600; ma in questo caso, la scelta delle dimensioni delle opere è anche voluta grazie alla collaborazione con il Museo dell’Immagine Postale, nel quale è stata realizzata la mostra finale e al quale i partecipanti hanno donato una piccola tela dipinta. L’artista ha quindi realizzato opere dalle dimensioni di cartoline postali rendendo omaggio al Museo e ricordando lo scambio artistico e culturale avvenuto durante il workshop tra i due Paesi (Cina e Italia).

Già anni prima l’artista era rimasta affascinata dall’interpretazione del paesaggio marchigiano di diversi artisti quali, per esempio, il disegnatore Tullio Pericoli. Ne “I paesaggi” di Pericoli è spesso chiaro il riferimento a Paul Klee, uno dei primi punti di riferimento per la giovane artista. Inoltre, lo sviluppo di questo progetto non può rimanere indifferente alla visione delle opere di artisti marchigiani quali Osvaldo Licini, Umberto Peschi e Corrado Pellini, e artisti contemporanei (non per forza marchigiani, ma presenti nei vari musei visitati durante il soggiorno) come Joanpere Massana.

Le opere realizzate sono state poi esposte nei caratteristici spazi espositivi del Museo dell’Immagine Postale, nelle Cantine dell’ex-convento delle Clarisse.